La “Kasbah” di Mazara: Viaggio tra storia e cultura

Da dove deriva la parola “Kasbah”?

Kasbah” tradotto in arabo significa letteralmente “fortezza” ed evidenzia, in architettura islamica, una cittadella fortificata che rappresenta un luogo di incontro, dove è possibile riposare. Tradizionalmente tale luogo è situato nella parte interna di una città, tipica del Maghreb. Città dalla quale provengono la maggior parte degli immigrati che vivono a Mazara, tutti impegnati in attività pescherecce, agricole e artigianali. Kasbah è il nome che prende proprio il quartiere arabo di Mazara dove, dagli anni ’70 in poi, vide l’arrivo di numerose famiglie tunisine, presenti ancora oggi.

 

Casba di Mazara
Scritta che narra la storia dello sbarco degli Arabi a Mazara

È uno dei quartieri più antichi e famosi che ne rappresenta la “città vecchia”, fondata dagli arabi nell’827 d.C. E’ un insieme di vicoli stretti, che si fondono come in un labirinto e che presentano i tratti urbanistici dei quartieri arabi e la loro impronta architettonica. Ne sono un esempio i tantissimi murales, maioliche e piastrelle colorate presenti in ogni vicolo. La particolarità di questi ultimi è quella di essere tortuosi e di sfociare in cortili centrali, dove è possibile trovare l’accesso alle abitazioni e dove si vivono gli atti di quotidianità da parte della comunità.

La Kasbah di Mazara: Viaggio tra storia e cultura
Murales presente all’interno della Kasbah, dove è possibile trovare numerosi negozi e ristoranti

Ad esempio, per cinque volte al giorno è possibile sentire tra i vicoli l’Adhān, un invito islamico alla preghiera per ricordare a tutti i musulmani i momenti di preghiera obbligatoria. L’invito è un vero canto, quasi una cantilena, da parte del muezzin.

In questa porzione di Mazara la popolazione si racconta attraverso sfumature culturali, storiche e leggendarie, che rendono ancora più magica la permanenza in queste stradine e che segnano il passaggio dalla popolazione araba a quella normanna, lasciando segni ancora oggi distinguibili. E’ possibile trovare circoli ricreativi per uomini, dove si riuniscono per parlare, giocare e fumare il Narghilè, mentre per le donne ci sono luoghi riservati soprattutto per pregare, oltre alle moschee presenti anche sul territorio.

Questo quartiere fa anche da sfondo all’evento annuale del “Blue Sea Land”, che intende promuovere le culture mediterranee evidenziandone arte e tradizione enogastronomica. Ed è proprio il luogo adatto per immergersi in un panorama multiculturale.

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