Granchio blu: Tavolo tecnico in Prefettura a Trapani

Fonte immagine: Ministero dell’Interno

Incontro alla Prefettura di Trapani sul fenomeno del granchio blu: strategie e azioni per tutelare gli ecosistemi e l’economia del mare

Nella mattinata di ieri, presso la Prefettura di Trapani, si è svolto un incontro – in presenza e in videoconferenza – presieduto dal Prefetto Daniela Lupo. Alla riunione hanno partecipato il Commissario straordinario nazionale per gli interventi urgenti legati alla diffusione del granchio blu, Prefetto Enrico Caterino, il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Dott. Salvatore Quinci, insieme ai rappresentanti istituzionali e agli operatori del settore.
L’obiettivo del confronto è stato quello di analizzare le criticità riscontrate nel territorio provinciale, in particolare nell’area dello Stagnone di Marsala e delle Saline trapanesi, dove la proliferazione del granchio blu rappresenta una minaccia crescente per gli ecosistemi marini e per l’economia locale.

Il Piano nazionale da 10 milioni di euro (2025–2026) punta a contrastare il fenomeno e a salvaguardare i mari e le aree lagunari italiane attraverso interventi immediati e strategie di medio-lungo periodo, articolate su tre linee principali:

  • tutela della biodiversità negli habitat interessati
  • contenimento e contrasto alla diffusione della specie invasiva
  • sostegno alle attività di pesca e acquacoltura danneggiate.

 

Durante l’incontro è stata inoltre discussa la possibilità di valorizzare e commercializzare il granchio blu, valutandone la fattibilità alla luce delle normative europee vigenti.

È stata ribadita l’importanza di un monitoraggio costante e dell’implementazione di una banca dati nazionale dedicata, che fungerà da strumento operativo per il coordinamento delle azioni previste dal Piano.

Il Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani ha confermato la massima disponibilità a collaborare attivamente alle iniziative in corso, con l’impegno di tutelare gli ecosistemi locali e sostenere le imprese del comparto ittico maggiormente colpite dal fenomeno.

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