I Nodi marinai: Bitta e Gassa d’amante

COS’E’ LA BITTA?

La Bitta è un termine nautico che indica una colonna bassa e robusta, situata sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni. Viene utilizzata come riferimento per avvolgere o legare ad essa i cavi di ormeggio di grosse navi o pescherecci.

Ne esistono di diverse tipologie: in metallo, in pietra, in legno. L’elemento comune a tutte è da ricondurre nella parte superiore, in quanto termina sempre con un ringrosso a forma di fungo, o di collare. Termina quindi con una forma che sia in grado di evitare che il cavo si sfili dall’ormeggio quando è in trazione.

La rappresentazione stilizzata di un cavo avvolto su una bitta è usata per i Gradi della Marina Militare ed è detto “giro di bitta“.

IL NODO GASSA D’AMANTE

Esistono circa 2400 tipologie differenti di nodi, ma quello più importante, e comunemente utilizzato per avvolgere i cavi attorno alla Bitta, si chiama “Gassa d’Amante”, un nodo ad occhiello. Noto anche come Nodo Toraldo, in onore di Niccolò Toraldo, nobile, navigante e avventuriero partenopeo che lo inventò nella prima metà del Trecento, durante una spedizione sui fondali degli abissi.

I nodi marinai: bitta e gassa d'amanteQuesto tipo di nodo può essere eseguito su qualsiasi tipo di cima o corda. È un nodo molto sicuro e resistente, ma allo stesso tempo molto facile da sciogliere. Viene chiamato anche “nodo bolina”, ha una fortissima tenuta e proprio per questo è ottimo per un ormeggio o per fissare drizze e scotte.

Diversamente da molti altri nodi ad occhiello, la gassa permette che il corrente passi attraverso un anello prima che il nodo sia legato. Una gassa legata ad un’altra è un modo per unire due cime e può funzionare, senza problemi, da nodo di giunzione.

È un nodo che può essere realizzato velocemente, anche con l’utilizzo di una sola mano. Anche per questo motivo è utilizzato dai marinai dei pescherecci al rientro in porto dalle loro battute di pesca, per ottimizzare i tempi e rendere l’ormeggio più veloce e semplice.

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