Il futuro sostenibile della pesca artigianale

La pesca artigianale (o di piccola scala), da molti considerata poco produttiva, è in realtà una delle attività più antiche e importanti al mondo, in grado di garantire la sopravvivenza di oltre 1 miliardo di persone, descrivendo lo stile di vita delle comunità tradizionali e la cultura alimentare locale.

Praticata da pescatori professionisti e non solo, la pesca viene definita “artigianale” quando utilizza imbarcazioni di lunghezza inferiore ai 12 metri ed opera entro le 12 miglia dalla costa.

Questa attività consiste nell’utilizzo di tecniche di pesca tradizionali che riguardano l’uso di reti da posta o a imbrocco, rezzagli (antiche reti circolari), nasse e trappole, lenze e arpioni.

Esistono molte famiglie, appartenenti a gruppi etnici costieri o insulari, che praticano brevi battute di pesca vicino alla riva così da procurarsi prodotti destinati principalmente al consumo locale.

Ovviamente la pesca di piccola scala non viene praticata solo per motivi di sussistenza, ma anche commerciali, contrastando le moderne pratiche di pesca commerciale che sono più dispendiose e meno sostenibili.

Perché la pesca artigianale è così importante?

L’importanza di questa tipologia di pesca è data da numerosi fattori:

  • Non si concentra su una singola specie. Attraverso l’impiego di attrezzi selettivi, diversifica il pescato in modo rigoroso e selettivo, limitandosi alla cattura di alcune specie di determinate dimensioni e minimizzando le catture accidentali.
  • Si distingue dalle altre tipologie di pesca per il suo basso impatto ambientale. Consegue un maggior rispetto dei limiti naturali del mare e degli ecosistemi.
  • Rivela la biodiversità di un territorio, oltre che la dinamica economica e socioculturale di una regione.
  • Crea posti di lavoro. Ad oggi centinaia di milioni di persone si affidano alla pesca artigianale non solo per alimentarsi, ma anche per migliorare il reddito, ridurre la povertà e diffondere mezzi di sussistenza sostenibili.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2022 come “Anno internazionale della Pesca Artigianale”, allo scopo di evidenziare proprio l’importanza del ruolo di queste attività, per le economie locali costiere, e valorizzare uno sviluppo sostenibile.

Un esempio di pesca artigianale

In alcuni territori più della metà di tutto il pescato proviene dalla pesca artigianale (in Brasile corrisponde addirittura al 70% del pescato). Questo modello di produzione ricorre alla manodopera familiare, a tecniche e saperi tradizionali.

Le comunità costiere e marittime di alcuni comuni brasiliani si organizzano in associazioni, colonie o cooperative, al fine di mantenere e migliorare la pesca artigianale per proteggere la biodiversità marina e le specie autoctone del fiume São Francisco.

Tramite una gestione efficiente e sostenibile delle risorse marine a disposizione, si cerca un punto di equilibrio fra lo sfruttamento delle risorse naturali e la loro conservazione.

Come si promuove la piccola pesca?

Promuovere il patrimonio culturale dei nostri territori è fondamentale, utilizzando tecniche di pesca che più si adattano alle esigenze degli habitat marini. Ma anche imparando a diversificare e commercializzare in modo più sostenibile il proprio pescato, creando così un consumo responsabiledel pesce.

Un modo per incentivare la multifunzionalità della piccola pesca è sicuramente quello di dedicarsi ad attività come il pescaturismo (attività turistica integrativa alla pesca artigianale) o l’ittiturismo (attività turistica offerta dai pescatori, come l’ospitalità nei borghi marinari).

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