Il PPE spagnolo contro la deroga italiana sulla vongola da 22 mm
Cisint (Lega): “Mi aspetto conseguenti azioni di buon senso da parte di tutti i deputati italiani”
Nuova tensione a Bruxelles sul fronte della pesca. Il gruppo PPE ha presentato un’obiezione alla proposta della Commissione europea che avrebbe dovuto rinnovare la deroga per la taglia minima della vongola italiana, fissata a 22 millimetri invece dei 25 previsti per gli altri Paesi dell’Unione.
A sollevare la questione sono stati gli eurodeputati spagnoli Carmen Crespo Díaz, Gabriel Mato e Francisco José Millán Mon, che vedono nella deroga concessa all’Italia un vantaggio commerciale a scapito dei produttori spagnoli.
Ma da parte italiana non mancano le reazioni
L’europarlamentare Anna Maria Cisint, membro della Commissione Pesca, ha definito “pretestuose” le motivazioni degli esponenti spagnoli del PPE. «Le evidenze scientifiche alla base della deroga – spiega Cisint – dimostrano chiaramente come le peculiarità ambientali dell’Adriatico influenzino negativamente la crescita delle vongole. È per questo che, dal 2016, la Commissione europea ha riconosciuto la necessità di mantenere la misura dei 22 millimetri».
Negli ultimi anni, la produzione italiana di vongole ha subito un calo significativo. Le cause? Mucillagine, cambiamenti ambientali e, più recentemente, la diffusione del granchio blu, che mette a dura prova gli ecosistemi e le rese dei pescatori.
Il responsabile regionale di Legacoop Veneto – Agricole e Pesca, Antonio Gottardo, lancia l’allarme: «Un aumento della taglia minima porterebbe a una riduzione del pescato del 35% per imbarcazione, con perdite di circa 20 mila euro all’anno per ciascun equipaggio. Sarebbe un colpo durissimo per un settore già in sofferenza».
Cisint, da parte sua, si appella al senso di responsabilità dei colleghi italiani a Bruxelles: «Mi aspetto unità e buon senso in occasione del voto sulla mozione che punta ad abrogare la deroga, previsto per il 16 ottobre in Commissione pesca e successivamente in sessione plenaria».
Il rischio è chiaro: senza la deroga, la pesca italiana della vongola – uno dei simboli del nostro mare – potrebbe perdere terreno nel mercato europeo, con conseguenze pesanti per le marinerie dell’Adriatico.